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Giappone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SUDDIVISIONI AMMINISTRATIVE E CITTÀ PRINCIPALI

Suddiviso in otto regioni geografiche (Hokkaido, Tohoku, Kanto, Chubu, Kansai-Kinki, Chugoku, Shikoku, Kyushu) e in 47 prefetture o loro equivalenti, includendo Okinawa che fu restituita al Giappone dagli Stati Uniti nel 1972, il Giappone è caratterizzato da una forte contrapposizione fra zone rurali, sempre meno abitate, e zone urbane che, nel corso del Novecento soprattutto, hanno avuto un eccezionale sviluppo. Ogni prefettura è amministrata da un governatore elettivo e da un'assemblea; ogni municipalità all'interno delle prefetture ha una propria assemblea legislativa, composta da rappresentanti eletti a suffragio universale; le municipalità hanno poteri piuttosto vasti: sono competenti in materia di istruzione e possono imporre tributi.

Le aree urbanizzate si concentrano lungo le coste dove le città sono sorte in corrispondenza delle zone pianeggianti e coltivabili, sviluppandosi poi come centri portuali e industriali. Nel Honshu la successione delle città costiere sul lato del Pacifico è ininterrotta, al punto da poter parlare di un'unica grande conurbazione o di megalopoli, estesa da Tokyo-Yokohama sino a Osaka, e comprendente diverse città plurimilionarie, per un totale di oltre 25 milioni di abitanti. La città maggiore è Tokyo, centro finanziario e commerciale del paese, con una popolazione (secondo una stima del 1995) di 7.966.195 abitanti; l'agglomerato urbano raggiunge quasi i dodici milioni. Altre grandi città sono: Yokohama (3.307.408 abitanti), porto e cantiere navale di primaria importanza, nonché centro dell'industria chimica, metallurgica, petrolifera e della produzione di macchinari; Osaka (2.602.352 abitanti), importante porto e scalo aeroportuale, nonché tra i principali centri finanziari del paese; Nagoya (2.152.258 abitanti), centro industriale che si distingue per le porcellane, i tessili e la ceramica; Kyoto (1.463.600 abitanti), la capitale storica, nota soprattutto per le attività nel campo della produzione di oggetti d'arte, tra cui la tessitura e la stampa della seta; e Kobe (1.423.830 abitanti), importante porto, sede di cantieri navali e nodo della rete dei trasporti. Vi sono poi più di 75 città con una popolazione superiore ai 250.000 abitanti.

4.1. Lingua e religione  
La lingua ufficiale del paese è il giapponese; abbastanza diffuso tra la popolazione è l'inglese. Le principali confessioni religiose sono: lo scintoismo, che si fonda sul culto degli antenati e della natura e che si organizza in circa 200 sette con denominazioni diverse, e il buddhismo, organizzato in altrettante sette e denominazioni. Il cristianesimo, rappresentato da protestanti, cattolici e greco-ortodossi, è professato da meno del 4% della popolazione. Si ritiene che pressoché tutti i giapponesi, eccetto i cristiani, siano scintoisti, e che la maggioranza di coloro che professano lo scintoismo siano anche buddhisti.


Lo scintoismo è intrinsecamente legato alla storia del Giappone. Alla fine del XIX secolo venne infatti reso religione di stato e un forte accento venne posto sul culto della figura divina dell'imperatore e sull'origine divina del popolo giapponese; tutti i giapponesi, indipendentemente dal loro credo religioso, furono obbligati a praticare il culto nei templi scintoisti. Lo scintoismo perse tuttavia il suo carattere istituzionale quando il 1° gennaio 1946 l'imperatore Hirohito rinunciò a ogni pretesa di divinità; la Costituzione promulgata nel 1947 riaffermò l'assoluta libertà di religione, abolendo il sostegno dello stato allo scintoismo.

4.2. Istruzione e cultura  
In Giappone il sistema dell'istruzione è molto sviluppato e l'analfabetismo è quasi inesistente. L'inglese, lingua delle relazioni con l'estero, è materia di studio obbligatoria fin dalla scuola elementare accanto al giapponese, lingua ufficiale del paese.


Il sistema dell'istruzione giapponese, che subì la forte influenza della Cina, delle sue arti e della sua scrittura, era però più aristocratico che in Cina, e le famiglie nobili avevano strutture scolastiche private. Successivamente, durante gli anni del Medioevo, la funzione di istruire passò ai templi buddhisti e rimase di loro competenza fino a quando, durante l'impero Tokugawa, che dominò il paese a partire dal 1600, la diffusione delle strutture scolastiche favorì la nascita di una delle più colte società premoderne. Con la cosiddetta restaurazione Meiji, il Giappone conobbe dal 1868 in poi una radicale trasformazione che si espresse anche in campo educativo. Nel 1872 fu infatti istituito un ministero dell'Istruzione e nello stesso anno venne formulato un piano per un sistema scolastico unico, integrato e generalizzato dell'istruzione primaria. Il governo inviò apposite missioni in Europa e negli Stati Uniti per apprendere nuovi metodi didattici; professori stranieri furono invitati a insegnare nelle università giapponesi. Nel 1877 venne fondata l'Università di Tokyo, ancora oggi la più prestigiosa del paese. In seguito a queste riforme, il Giappone divenne una nazione moderna, dotata di un sistema scolastico completo e al passo con le strutture esistenti nei paesi occidentali.


Oggi l'istruzione è gratuita e obbligatoria per nove anni (i sei della scuola elementare e i tre della scuola media inferiore). L'istruzione secondaria superiore, facoltativa, prevede una tassa di iscrizione, anche nelle scuole pubbliche e negli istituti pubblici di istruzione superiore. Alla fine degli anni Ottanta vi erano in Giappone circa 24.850 scuole elementari (primarie), frequentate da circa 9,6 milioni di studenti l'anno, e circa 16.780 scuole medie (secondarie), con quasi 11,3 milioni di studenti. La scuola elementare aveva circa 445.000 insegnanti e quella media circa 570.000. Esistono anche scuole di formazione tecnica, commerciale e professionale, così come istituti per studenti disabili. Il sistema scolastico pubblico, fortemente competitivo, è affiancato da molti istituti privati.

In Giappone esistono circa 60 università statali (di cui 7 ex imperiali), oltre a numerosi atenei privati. Fra le più antiche e prestigiose istituzioni accademiche pubbliche si annoverano: l'Universà di Hokkaido, fondata a Sapporo nel 1876; quella di Tokyo (1877) e di Kyoto (1897). I principali atenei privati sono: l'Universà Doshisha (1875) a Kyoto; l'Universà Hosei (1880), quella di Waseda e quella di Kejo, tutte tre a Tokyo; l'Universà Kansai (1886) a Osaka.

Tokyo è la sede delle maggiori biblioteche del paese; fra le raccolte librarie delle altre città si ricordano le biblioteche di Osaka e di Kobe. Anche i più importanti musei giapponesi si trovano nella capitale; la principale raccolta d'arte del paese è il Museo nazionale di Tokyo. In altre città del Giappone si conservano tuttavia importanti collezioni: una delle più notevoli è quella del Museo nazionale di Kyoto. Kyoto e Nara, entrambe antiche capitali, sono poi esse stesse musei all'aria aperta, viste le vestigia del passato che conservano.